Urbanpromo 2026: Laura Crognale presenta il primo quartiere clima-adattivo a Pescara

Firenze vista aerea

A Urbanpromo 2026, la rassegna nazionale di INU e URBIT, Laura Crognale presenta il masterplan per il primo quartiere clima-adattivo di Pescara: un parco urbano bioclimatico di oltre 31.000 m² che lavora come una “città spugna” e restituisce al territorio un’infrastruttura verde e blu ad alta biodiversità.


Dal 10 al 13 novembre 2026 l’Innovation Center della Fondazione CR Firenze ospita la 23ª edizione di Urbanpromo – Progetti per il Paese, l’appuntamento nazionale promosso da INU e URBIT su rigenerazione urbana, transizione ecologica, abitare sociale e cultura digitale.

In questo contesto Laura Crognale, presenta il progetto di Antonucci-Crognale Archquadro Associati per il primo quartiere clima-adattivo della città di Pescara, sviluppato con il Comune di Pescara: un masterplan che fa della mitigazione climatica il motore della rigenerazione urbana.

Il punto di partenza: un’area di frangia

L’area di intervento presenta oggi due ordini di criticità. Sul piano urbano e sociale, la vicinanza alla casa circondariale costituisce un limite rigido e una netta cesura morfologica rispetto ai quartieri limitrofi, mentre l’insediamento si presenta come un sistema a frange, frammentato, in cui i vuoti urbani coincidono con spazi abbandonati e terreni incolti.

Sul piano idraulico, la perimetrazione del nuovo PSDA classifica l’area a pericolosità moderata (P1) e in parte media (P2). Il progetto è quindi impostato sul principio di invarianza idraulica pari a zero, scelta che ne determina due caratteri strutturali: l’assenza di parcheggi interrati e l’innalzamento della quota del suolo di circa un metro rispetto alla quota stradale.

Riferimento metodologico principale è lo studio Acqua piovana negli insediamenti (UFAM – Ufficio federale dell’ambiente e ARE – Ufficio federale dello sviluppo territoriale, Berna 2022), dedicato alla gestione delle precipitazioni intense in uno sviluppo insediativo adattato ai cambiamenti climatici.

Un parco urbano come dispositivo bioclimatico

Il masterplan riconfigura lo spazio metropolitano attraverso un asse policentrico che salda rigenerazione urbana e mitigazione climatica. Il fulcro è un Parco Urbano bioclimatico e clima-adattivo, concepito come risposta concreta al cambiamento climatico e agli eventi atmosferici estremi.

  • Superficie complessiva: 31.463 m², pari al 56% della superficie territoriale
  • Aree boschive e a prato: circa 22.680 m²
  • Aree inondabili: circa 2.400 m²
  • Orti e frutteti: circa 2.280 m²
  • Giardini: circa 1.560 m²
  • Percorsi di mobilità lenta: circa 2.096 m

Infrastruttura blu: la città spugna

La gestione delle acque urbane si fonda sul principio della città spugna. Il parco integra un sistema di bacini di bio-ritenzione vegetata che, attraverso i processi naturali di filtrazione, infiltrazione ed evapotraspirazione, attenua tanto gli effetti delle inondazioni quanto quelli delle siccità prolungate.

Il paesaggio dell’acqua viene ridisegnato da rain garden e fossati inondabili; i parcheggi, da superfici impermeabili, diventano filtri verdi drenanti; all’interno del parco, piazze multifunzionali in sabbia ospitano installazioni sonore.

Infrastruttura verde: Nature Based Solutions e biodiversità

Intrecciata all’infrastruttura blu, l’infrastruttura verde è pensata come catalizzatore di nuove funzioni urbane, di miglioramento ecosistemico e di valorizzazione paesaggistica. La struttura vegetale si articola su due livelli:

  • Livello arboreo: bosco misto di latifoglie termofile, bosco umido meso-igrofilo con specie resistenti alla sommersione degli apparati radicali, fasce boscate schermanti, filari ad alta capacità ombreggiante, a forte cromatismo stagionale e a rapida crescita, una collezione di alberi da frutto di antiche cultivar regionali abruzzesi e specie di elevato valore ecologico a supporto di entomofauna e avifauna.
  • Livello arbustivo-erbaceo: prati rustici ad alta capacità di carico, prati umidi inondabili, praterie fiorite a sfalcio ridotto, aiuole di erbacee perenni, aromatiche e graminacee ornamentali.

Completano il sistema gli orto-frutteti di comunità, con colture in rotazione dinamica e varietà locali, e quattro giardini tematici: il labirinto dei profumi, il giardino aromatico, il giardino degli impollinatori e il giardino nutraceutico.

L’infrastruttura verde è progettata per crescere nel tempo, attraverso tre fasi di avanzamento — avvio, da uno a tre anni, oltre dieci anni — con l’obiettivo di un sistema vegetazionale stratificato, misto e ad alta biodiversità. Tra i benefici attesi, il miglioramento diretto della qualità della vita dei residenti e il contenimento delle isole di calore urbane.

Ecosistema smart ed edilizia attiva

L’area si configura come un ecosistema “smart”, aperto al lavoro flessibile e al monitoraggio ambientale avanzato, con architetture pop-up temporanee e parcheggi fotovoltaici per la mobilità elettrica.

Il costruito si sviluppa in volumetrie a torre coronate da tetti verdi e piazze pensili, dove la mixité funzionale incontra un’edilizia attiva: involucri innovativi capaci di assorbire CO₂, per un nuovo standard di benessere e sostenibilità.

Il progetto è cura del territorio e delle persone.

Urbanpromo 2026 – Progetti per il Paese Firenze, Innovation Center della Fondazione CR Firenze · 10–13 novembre 2026 Intervento di Laura Crognale: Mercoledì, 11 novembre 14:00 – 18:30 | Auditorium – Traiettorie di rigenerazione urbana