
Lo scorso 1 e 2 Giungo, si sono tenute le due giornate conclusive in presenza del percorso formativo “Rigenerare Territori: strategie, pratiche e visioni per le aree interne del Paese”, coordinate dall’Arch. PhD Davide Vero. Un programma intenso — dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 17:30 — che ha chiuso un ciclo dedicato alla rigenerazione dei contesti fragili nelle sue dimensioni sociali, culturali, economiche e relazionali.
Le giornate hanno costruito una lettura strutturata delle aree interne italiane alla luce delle principali politiche nazionali ed europee e delle ricerche del gruppo Riabitare l’Italia. Fragilità demografica, rarefazione dei servizi e marginalità geografica sono stati riletti non solo come criticità, ma come elementi chiave per ripensare le strategie di intervento — con il supporto di casi studio concreti come Ostana e Borgata Paraloup in Piemonte, Camini in Calabria e Monte Amiata in Toscana. I concetti di “restanza” di Vito Teti e di “metromontagna” di De Rossi e Dematteis hanno offerto strumenti interpretativi originali per leggere questi territori oltre le categorie dell’abbandono.
Ampio spazio è stato dedicato alle esperienze in cui arte e cultura hanno attivato processi di rigenerazione territoriale: Farm Cultural Park a Favara, il progetto Resté nelle Langhe e Cvtà Street Fest come pratiche capaci di generare nuove economie e costruire narrazioni locali. Su questi temi è intervenuto direttamente Andrea Bartoli, co-fondatore di Farm Cultural Park e docente del Politecnico di Torino.
Laura Crognale, Founder di Archquadro Associati, ha portato una testimonianza diretta dal mondo della progettazione professionale, con particolare attenzione alla strategia territoriale, alle reti di conoscenza e all’approccio RE_Habitare: metodo sviluppato da Archquadro che intende l’architettura come cura delle amnesie urbane, attraverso innesti urbani per la tutela della biodiversità naturale e sociale. Un approccio maturato sul campo, dai paesaggi industriali del Tavoliere all’Appennino abruzzese, che ha trovato in questo contesto formativo un confronto diretto con le questioni più urgenti dei territori interni.
Le giornate hanno affrontato anche la dimensione pratica della progettazione: opportunità di finanziamento, crowdfunding e forme di collaborazione pubblico-privato, con attenzione costante alla sostenibilità economica, ambientale e all’accessibilità. Le attività laboratoriali hanno accompagnato i partecipanti dall’analisi dei portatori di interesse fino allo sviluppo di un progetto integrato che raccogliesse tutte le dimensioni affrontate nel percorso.
Le giornate si sono tenute nella splendida cornice di Calascio, nell’ambito della Scuola di Perfezionamento di Calascio nella Gestione Turistica Sostenibile dei Piccoli Comuni — un contesto che non è stato solo sede ospitante, ma parte integrante del discorso: un borgo che incarna concretamente i temi affrontati in aula.
L’iniziativa è promossa dalla Cooperativa Il Bosso, motore organizzativo e culturale del percorso, da anni impegnata nello sviluppo di progetti formativi legati alla gestione sostenibile dei piccoli comuni e alla valorizzazione dei territori interni abruzzesi. Scopri Il Bosso.
Il percorso si inserisce nel progetto pilota di rigenerazione culturale, sociale ed economica “Rocca Calascio – Luce d’Abruzzo” del Comune di Calascio, selezionato dalla Regione Abruzzo nell’ambito della misura del PNRR del Ministero della Cultura (Linea A – M1.C3 – Investimento 2.1 – “Attrattività dei borghi”), finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU.